Crisi Finanziaria

Blog dedicato ai temi della crisi finanziaria in Italia

giovedì 3 dicembre 2009

Cresce il debito di Mariella Burani

Secondo quanto riportato ieri da Il Sole 24 Ore, il debito a breve termine di Mariella Burani Fashion Group è cresciuto di 10,1 milioni rispetto a fine settembre.
L’advisor per la ristrutturazione del debito del gruppo emiliano è Mediobanca, l'istituto bancario di Cesare Geronzi e della questione ho già parlato in diversi post a cui rimando:

lunedì 15 giugno 2009
Burani: Mediobanca, la banca di Cesare Geronzi, advisor per la ristrutturazione, impone l’uscita dal settore gioielli
mercoledì 15 luglio 2009
Mediobanca advisor di Antichi Pellettieri: l'istituto di Cesare Geronzi studia la ristrutturazione
mercoledì 16 settembre 2009
Burani e Mediobanca: la banca di Cesare Geronzi conferma la validità del piano di ristrutturazione

giovedì 26 novembre 2009

Banca Profilo prosegue con la ristrutturazione

Banca Profilo, l'istituto guidato da Matteo Arpe, che ha chiuso i primi 9 mesi con un risultato netto positivo di 0,8 milioni rispetto alla perdita di 6,8 milioni nello stesso periodo dello scorso anno, prosegue l'implementazione del piano di ristrutturazione. Infatti con l’esecuzione lo scorso luglio dell’aumento riservato ad Arepo BP, il coefficiente patrimoniale di vigilanza consolidato calcolato al 30 settembre 2009 è pari al 18,9%.
Tale coefficiente sale a circa il 23,6% se si tiene conto dell’aumento di capitale in opzione per 29,76 milioni, interamente sottoscritto dal mercato e chiuso il 5 novembre 2009, incentrato sull’attività di private banking. (fonte Bluerating)

mercoledì 25 novembre 2009

Italpetroli-Unicredit: ecco tutta la storia del debito

Il sito romagiallorossa.com traccia tutta la storia di Italpetroli e Unicredit: una storia iniziata nel 2004 con la Capitalia allora guidata da Cesare Geronzi e non ancora finita dopo 5 anni, l’incorporazione di Capitalia in Unicredit e oltre 320 milioni di euro di debiti in carico ad Italpetroli.

Siccome ne ho tanto parlato, in merito alla vendita dell’AS Roma e del ruolo di Cesare Geronzi nella questione, riassumo tutta la storia:

Nella primavera del 2004, Italpetroli, società di proprietà della famiglia Sensi, ha circa 640 milioni di euro di debiti: Capitalia entra nel gruppo con una quota del 49% e sottoscrive un piano di risanamento che prevede la riduzione del passivo a 225 milioni entro il 31 dicembre 2005, ma alla data in questione i debiti superavano ancora abbondantemente i 400 milioni di euro.
Al novembre del 2007 l'indebitamento di Italpetroli è sceso ancora, a 377 milioni di euro e si decide di sottoscrivere un nuovo piano. Questa volta si devono restituire 130 milioni entro il settembre del 2008, poi la società sarà riorganizzata in tre aree, quella petrolifera, quella immobiliare e quella entertainment che, con scadenze temporali diverse, dovranno rientrare del debito complessivo.

Alla fine del 2007, però, Capitalia si fonde con Unicredit, la quale, nel luglio del 2008, rinuncia all'opzione del 2% che le avrebbe consentito di salire al 51% di Italpetroli e rinegozia un nuovo piano. La prima scadenza è per il dicembre successivo: una prima tranche di rimborso del debito di 150 milioni, che però viene pagata. Unicredit concede una proroga al giugno successivo, ma anche in questo caso non riceve il rimborso pattuito.
Unicredit allora propone la nomina di un supermanager esterno per valutarne la cessione. Anche questa strada non va in porto, allora Unicredit disdetta l'accordo sul rientro del debito e passa alle maniere forti: all'inizio di settembre si dice pronta a pignorare tutti gli asset di Italpetroli, ad eccezione della As Roma, per rientrare nel debito. E fa partire i decreti ingiuntivi presso il Tribunale.
Ad oggi Italpetroli sta ancora tentando di rientrare dall'indebitamento contratto con gli istituti bancari: oltre 400 milioni divisi fra Unicredit (324,9 milioni) e Monte dei Paschi di Siena (circa 80 milioni).

lunedì 23 novembre 2009

Crisi del trading on line? Si passa all'IPhone!

In questo periodo di crisi, le attività di trading on line hanno subito una netta riduzione. Per uscire da questa situazione servivano delle idee nuove e Directa Sim, società torinese di intermediazione finanziaria, ha deciso di lanciare un software per l’IPhone.
La piattaforma di trading telefonico, per ora in fase sperimentale, sarà presto disponibile per tutti. Con una operatività media, il costo mensile per la connessione potrebbe attestarsi sotto i 20 euro.
Il software elaborato da Directa Sim permetterà la visualizzazione dei prezzi e dei grafici che seguono l'andamento dei titoli e l'immissione degli ordini.

venerdì 20 novembre 2009

Cariromagna: un plafond per la ripresa delle imprese

Cariromagna (istituto delGruppo Intesa Sanpaolo), Confartigianato Federimprese dell'Emilia Romagna e CNA dell'Emilia Romagna hanno presentato ieri a Forlì un progetto di sostegno per la ripresa alle imprese che hanno risentito maggiormente della crisi, soprattutto in termini di diminuzione del fatturato. L'accordo prevede la messa a disposizione da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo di un plafond complessivo di 3 miliardi di euro.

"La Banca dei Territori, di cui Cariromagna - afferma il direttore generale di Cariromagna Franco Dall'Armellina - è parte integrante, si dimostra ancora una volta vicina al tessuto produttivo, proponendo risposte concrete alla crisi economica nazionale che attanaglia soprattutto le micro e piccole imprese.Così, come ha fatto e sta facendo per le associazioni degli industriali della Romagna, la nostra banca, attraverso le sue 123 filiali, propone interventi mirati per le associazioni dell'artigianato, per rafforzarne la competitività e favorirne la crescita."

giovedì 19 novembre 2009

Miguel Fernandez Ordonez: come la Spagna risponderà alla crisi

Miguel Fernandez Ordonez, il governatore della Banca centrale spagnola, ha indicato al Financial Times le misura che il settore bancario iberico intende intraprendere per sollevarsi dalla crisi finanziaria.

Anche se in fin dei conti le banche spagnole hanno risentito della recessione meno di altri Paesi, numerose cajas, molte delle quali legate alle autonomie locali, si sono salvate sfruttando il recente boom edilizio e oggi sono esposte ai rischi derivanti da insolvenze e crediti non pagati.

Secondo Fernandez Ordonez sono necessari accorpamenti, per un numero di banche che va da un minimo di 12 a un massimo di 20, da finanziare con un fondo, istituito ad hoc, pari a circa 99 miliardi di euro.

È poi necessario riformare il mercato del lavoro, garantendo allo stesso tempo la stabilità dei conti pubblici.

Fernandez Ordonez ha escluso un prossimo aumento dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea.
“I mercati non si aspettano cambiamenti prima del secondo semestre del prossimo anno”, ma con la normalizzazione dei mercati finanziari, la Banca centrale spagnola dovrebbe eliminare misure di sostegno, come le offerte di liquidità illimitata fino a un anno, che, secondo il governatore della BCS, “dovrebbero essere un’eccezione”.

mercoledì 18 novembre 2009

Cesare Geronzi salverà la Roma?

Cesare Geronzi, stando a quanto scrive Alessandro Catalano sulla Gazzetta dello Sport, starebbe studiando un piano per lasciare la Roma a Rossella Sensi, evitando che finisca a Unicredit. Mediobanca infatti, advisor per l’operazione di vendita, ha sondato alcuni istituti bancari stranieri, in particolare mediorientali, per trovarne uno disposto a rilevare una parte dei debiti di Italpetroli verso Unicredit.
Come garanzia del debito, verrebbe data Roma 2000, la società con cui Italpeltroli controlla il club rossonero.
Unicredit, intanto, continua ad attendere da Rossella Sensi il mandato per vendere sugli asset Italpetroli.

martedì 17 novembre 2009

Trading on line in tempo di crisi

Come ha reagito alla crisi il trading on line?
Una risposta la dà Mario Fabbri l’amministratore delegato della società di intermediazione finanziaria Directa Sim:
“C’è stata una fase di operatività molto concitata a livello di volumi, cui è seguita una riduzione dell’attività anche a causa del calo dei fondi a disposizione. Sembrava si trattasse di una stagnazione simile a quella verificatasi nel 2002-2004 poi, invece, la situazione si è invertita: gli investitori attivi hanno deciso di impiegare ulteriori risorse e abbiamo avuto nuovi clienti che hanno iniziato a comprare sfruttando le basse quotazioni raggiunte da molti titoli”.

lunedì 16 novembre 2009

Microsoft: nuovi licenziamenti

Microsoft, con una nuova tornata di 800 licenziamenti (la terza nel giro di pochi mesi), è arrivata a quota 5400.

Il gruppo fin da inizio anno aveva annunciato 5000 licenziamenti, per ridurre le spese del gruppo in un momento particolarmente difficile per i bilanci aziendali a causa del rallentamento dell'economia.
Microsoft spiega di aver sostanzialmente raggiunto gli obiettivi prefissati con il piano di ristrutturazione presentato anzitempo, ma il gruppo non si nega la possibilità di ulteriori rinunce in futuro.

Steve Ballmer, il CEO Microsoft ha ricordato come la crisi economica non sia assolutamente passata e, anzi, gli investitori devono attendersi ancora mesi di difficoltà. Microsoft, però, nutre ottimismo per quanto messo invece in atto dal punto di vista della contabilità: spese ridotte, investimenti razionalizzati, il tutto a convergere in un quadro di maggior equilibrio nell'ottica di una ripresa economica.

venerdì 13 novembre 2009

Saras: trimestrali preoccupanti

Saras, la compagnia di raffinazione della famiglia Moratti, ha pubblicato i dati trimestrali, che sembrano preoccupanti.

Da Finanziablog: “La fotografia di Saras e delle sue performance alla fine del terzo trimestre mostra una forte flessione di tutti i principali indicatori del conto economico: il confronto con il terzo trimestre del 2008 rivela infatti una flessione del fatturato del 43% a 1,41 miliardi di euro, dell’ebitda del 127% fino a un rosso di 17,1 milioni di euro. Nel trimestre si registra una perdita operativa di 65,5 milioni di euro (-399%) e un risultato negativo per 49,6 milioni di euro”.

Certo, bisogna osservare che, oltre a fattori di mercato come la forte riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi e il calo della domanda che ha compresso i margini di raffinazione, hanno pesato anche elementi di natura straordinaria come un tragico incidente in una raffineria e una serie di imprevisti che hanno causato dei rallentamenti e appesantimenti della catena produttiva del gruppo.